Negli ultimi mesi sempre più colleghi ci stanno facendo la stessa domanda:
“Devo fare qualcosa per il Fascicolo Sanitario Elettronico?”
Domanda legittima. Anzi, potremmo dire inevitabile.
Perché tra FSE 2.0, digitalizzazione della sanità e nuove scadenze, il rischio è uno solo: non capirci più niente.
E quando c’è confusione, succede sempre la stessa cosa: si inizia a pensare di essere “fuori norma” anche quando non lo si è.
Facciamo quindi chiarezza, una volta per tutte.
La risposta breve (che probabilmente stai cercando)
No. Oggi uno psicologo libero professionista NON ha un obbligo diretto di utilizzare il Fascicolo Sanitario Elettronico. Non devi attivarlo, accedervi o caricare manualmente dati o documenti.
Ma fermarsi qui sarebbe fuorviante. Perché qualcosa, in realtà, sta cambiando davvero.
Cos’è il Fascicolo Sanitario Elettronico
Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è, in sostanza, un archivio digitale dei dati sanitari del paziente. Al suo interno confluiscono referti, prescrizioni, insomma un pò tutta la documentazione clinica, ed è pensato per essere consultabile (con il consenso del paziente) da diversi professionisti sanitari (in primis dal Medico di Base).
Non è uno strumento dello psicologo, ma un’infrastruttura del Sistema Sanitario Nazionale.
Perché se ne parla così tanto
Tra FSE 2.0, digitalizzazione e nuovi obblighi, si è diffusa l’idea (errata) che diventi obbligatorio usare il Fascicolo Sanitario Elettronico nel brevissimo termine. E qui nasce il problema, perché le informazioni vengono spesso semplificate (male), creando un unico messaggio stile “Diventa obbligatorio il fascicolo sanitario!”; detta così, però, è un’affermazione imprecisa.
Quindi… c’è un obbligo oppure no?
Ripetiamo nuovamente, a costo di sembrare noiosi, ma per una buona causa:
Non c’è un obbligo diretto di utilizzo del FSE per lo psicologo.
Ma esiste un obbligo più ampio di adeguamento al sistema sanitario digitale.
Cosa deve fare davvero uno psicologo oggi
Se vogliamo essere concreti e soprattutto utili, gli obblighi veri per gli psicologi sono altri e – cosa ancora più importante – sono già attivi da un pezzo. A cosa ci riferiamo?
- alla Gestione corretta dei dati sanitari (GDPR)
- raccogliere i dati in modo corretto
- trattamento dei dati in sicurezza
- raccogliere e conservare consensi adeguati
- al Sistema Tessera Sanitaria (STS)
- obbligo di invio di dati, strutturato e in qualità di ecosistema sanitario digitale
- dai flussi STS evolve il FSE
- all’utilizzo di strumenti adeguati e aggiornati
- non viene richiesto di usare il FSE, ma di lavorare in modo digitale, strutturato ed inter-operabile;
- non è quindi il singolo professionista che si adatta al FSE, ma è il suo modo di lavorare che deve essere compatibile con il sistema sanitario-
I falsi miti più diffusi (che sfatiamo subito)
Le sedute finiscono nel FSE → No (non automaticamente e comunque solo dietro consenso)
Lo psicologo deve alimentarlo → No (non esiste un obbligo di questo tipo)
Se non lo usi sei fuori norma → No (sei fuori norma se non rispetti il GDPR e/o non gestisci correttamente i dati e/o non adempi agli obblighi STS).
Dal 2026 cambierà qualcosa?
Sì, ma non nel modo in cui molti pensano e non nel senso di un obbligo diretto per lo psicologo.
Ci sarà una maggiore integrazione tra sistemi ed una evoluzione del FSE 2.0, quale passo ulteriore in direzione di una sanità sempre più digitale.
Ciò però non significa che dovrai iniziare a caricare le sedute dei tuoi pazienti, né che ti troverai ad utilizzare il fascicolo sanitario elettronico come prassi lavorativa quotidiana. Significa semplicemente che il sistema intorno a te diventa via via sempre più strutturato.
Il punto vero (quello che conta davvero)
Il tema non è il FSE. Il tema è se il tuo modo di lavorare è pronto per il sistema sanitario digitale. Perché il cambiamento non è “fare una cosa in più”, ma lavorare in modo diverso (anche senza accorgersene direttamente).
Conclusione
Molti colleghi si stanno chiedendo se devono fare qualcosa per il FSE. La risposta è (almeno questa volta) rassicurante: Non devi fare nulla di nuovo se stai già lavorando correttamente. Ma è anche una risposta che porta con sé una responsabilità: avere strumenti adeguati, aggiornati e coerenti con il sistema sanitario. Perché è lì che si gioca tutto.
FAQ – Fascicolo Sanitario Elettronico e psicologi
No. Ad oggi, lo Psicologo libero professionista non ha un obbligo diretto di utilizzare o alimentare il FSE.
No. Le informazioni relative alle sedute psicologiche non vengono automaticamente inserite nel FSE e non esiste un obbligo di caricamento da parte del professionista.
Il cambiamento riguarda soprattutto il Sistema Sanitario nel suo complesso. Per lo psicologo significa lavorare in un contesto sempre più digitale e integrato, ma non comporta nuovi obblighi operativi diretti sul FSE.
No. Sei in regola se rispetti il GDPR, se gestisci correttamente i dati sanitari dei tuoi pazienti e se adempi agli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria.
Sì, ma in modo indiretto. Il FSE è uno strumento del Sistema Sanitario Nazionale e raccoglie dati clinici quando previsti, sempre con il consenso del paziente.
Deve gestire correttamente i dati sanitari (GDPR), adempiere agli obblighi STS, utilizzare strumenti digitali adeguati e aggiornati.
Non direttamente. Ma è fondamentale utilizzare un gestionale che sia coerente con l’evoluzione del sistema sanitario digitale (come PsicoGest).


