Fiscalità per psicologi: perché orientarsi è così difficile (e come fare chiarezza)

Chi esercita la professione di psicologo sa che il lavoro non si esaurisce nello studio, nella relazione clinica o nella formazione continua. Accanto alla pratica professionale esiste un altro livello, spesso meno visibile ma altrettanto rilevante, che riguarda la gestione fiscale e burocratica della libera professione. Quel “prima” e quel “dopo” che si aggiunge a tutta la parte di pre-parazione e post-fazione anche clinica.

Ed è proprio su questo piano che molti psicologi, sia all’inizio del percorso sia con anni di esperienza alle spalle, incontrano le maggiori difficoltà. La fiscalità per psicologi viene spesso percepita come confusa, poco chiara, in poche parole difficile da padroneggiare.

E’ inevitabile quindi che vi sia un allontanamento da questi aspetti, un vero e proprio rifiuto, anche solo di effettuare piccoli passi per approcciarsi alle questioni perché “non ho studiato economia”.

Ma questo approccio è davvero conveniente?

Il problema della fiscalità per psicologi non è “fare”, ma capire

Nel lavoro quotidiano di PsicoGest abbiamo riscontrato dei pattern ricorrenti, che emergono continuamente; in un certo senso assistiamo ad un fenomeno “curioso” che ci mostra come le domande che vengono poste, siano sempre le stesse domande. Domande semplici, dirette, ma che hanno un minimo comune denominatore: una carica importante di incertezza.

Il punto critico nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, non è l’adempimento in sé, ma la mancanza di una visione d’insieme che renda comprensibile al professionista ciò di cui si sta parlando e, successivamente, ciò che si sta facendo.

Se quindi il problema alla base non è la comprensione, ma la conoscenza, lo scenario cambia drasticamente (in positivo però, ma ci arriviamo!).

Perché la fiscalità degli psicologi è percepita come così complessa

Indubbiamente la frase “ho fatto psicologia e non economia”, un fondo di verità lo ha. Sappiamo bene che ognuno sceglie – se possibile – la propria professione in virtù di proprie inclinazioni, passioni ed evita altre strade se troppo lontane da sé e dalle proprie “capacità”. Già questo quindi può iniziare a dare ragione della repulsione degli psicologi nei confronti di tutto ciò che è fisco, leggi ecc.

Si aggiunge poi un elemento non trascurabile, ossia il fatto che le normative non rimangono sempre identiche, al contrario cambiano e anche frequentemente. Le informazioni a propria disposizione, poi, sono spesso frammentate, per non parlare poi delle spiegazioni ricevute che, per lo più, sono pensate principalmente per gli addetti ai lavori e non per “profani”: tutto questo rende la fiscalità tutt’altro che “simpatica” agli occhi degli psicologi, al contrario essa diviene particolarmente difficile, ostica e difficilmente avvicinabile, con la conseguenza che diviene più difficile intercettare e orientare chi esercita la professione psicologica.

Capire la fiscalità non significa sostituirsi al commercialista

Un buon punto di partenza è chiarire le basi, al fine di evitare fraintendimenti. Gli psicologi rimangono (e devono rimanere) psicologi, mentre i commercialisti continueranno ad essere commercialisti: nessuna commistione di ruoli.

Tuttavia, come per il commercialista può essere importante conoscere tecniche comunicative che la psicologia può insegnare, allo stesso modo per uno psicologo può essere molto importante comprendere il contesto fiscale. Ciò se non altro per riuscire a dialogare meglio con i propri consulenti, per riconoscere eventuali errori (di cui fiscalmente è responsabile lo psicologo) e per prendere decisioni più consapevoli (a propria tutela).

Una guida per fare chiarezza, non per aggiungere complessità

Proprio da questa “diagnosi” del fenomeno e dalla comprensione di questa esigenza pressoché in tutti i colleghi psicologi, nasce la Guida fiscale per psicologi: una guida pratica, scritta in linguaggio accessibile (da uno psicologo), pensata per aiutare i professionisti a orientarsi senza tecnicismi inutili (o con una minima dose, altamente digeribile).

Perché PsicoGest segnala questa lettura

PsicoGest nasce nel 2016 proprio per semplificare la gestione della libera professione degli psicologi, secondo il volere di uno dei founder (psicologo pure lui). Pertanto riuscire ad affiancare i colleghi e le colleghe con strumenti altamente operativi (come lo è PsicoGest) da un lato, ed offrire anche contenuti di orientamento professionale, rientra pienamente nella missione iniziale di PsicoGest.

Più chiarezza significa più serenità professionale

Lo sappiamo bene dal lavoro con i pazienti: conoscere il proprio disturbo è il primo passo verso la guarigione. Allo stesso modo avere un quadro chiaro della propria situazione fiscale e di cosa il fisco – in linea generale – sia, riduce l’ansia, la paura di sbagliare e libera spazio mentale… da dedicare al proprio vero lavoro.

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